I Pumi salentini: storia e leggenda
I Pumi sono diventati un vero e proprio simbolo del Salento.
Parliamo, chiaramente, delle opere di artigianato locale, in ceramica, che ogni turista conosce e ogni turista riporta a casa.
Ma cosa rappresenta?
Nell’immaginario collettivo è il simbolo di fortuna e ricchezza, questo perché nella tradizione pugliese i Pumi con la loro forma un po’ barocca, addobbavano i balconi e i corrimani delle case delle famiglie più ricche. Questo simbolo di ricchezza si è così trasformato in un portafortuna, in un augurio di ricchezza, prosperità e fortuna per chi lo riceve. Per molti la sua forma richiama quella di un bocciolo di rosa pronto a schiudersi e fa riferimento alla fertilità e all’augurio di far crescere la famiglia.
Per altri il Pumo si ricollega alla dea Pomona, divinità dei frutti e richiama nelle forme il fiore di acanto.
Leggenda vuole che Acanto fosse una ninfa di cui si innamorò, non ricambiato, il dio Apollo. Il figlio di Zeus rapì Acanto che nel tentativo di fuggire graffiò il volto del dio del Sole. Apollo, per punirla, la trasformò in un fiore la cui vita sarebbe dipesa dalla presenza del sole, di cui lui era il dio. Il fiore di acanto è diventato simbolo di verginità ma anche di ricchezza e potere e il pumo, con la sua forma, augurerebbe questo.
Attenzione alle foglie
I Pumi oggi sono tra i regali più venduti in Salento e chi li riceve li colloca, solitamente, all’ingresso della casa, alle finestre o sparsi come complementi d’arredo. Quello che non sanno è che l’influenza positiva del Pumo è legata al numero di foglie con cui viene realizzato. Più sono le foglie che circondano il Pumo e più è alta la positività e l’augurio che questo trasmette.
Attenzione, quindi, al numero di foglie quando fate un regalo.
Conoscete altre storie che riguardano i pumi salentini? Fatecelo sapere nei commenti.
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