Il MarTa di Taranto: un tesoro da scoprire
Il MarTa è una delle mete più visitate dai turisti a Taranto. Parliamo chiaramente del Museo Archeologico Nazionale di Taranto, che conserva testimonianze uniche del passato glorioso di Taranto.
Il Museo richiama ogni anno tantissimi visitatori che restano senza parole davanti ai reperti archeologici di età greca e romana che sono custoditi al suo interno.
Un po’ di storia.
Nell’Ottocento Taranto fu designata come base navale del neonato Regno d’Italia e il fervore edilizio che investì la città dei Due Mari portò alla scoperta di un’enorme quantità di reperti archeologici di grande interesse artistico e di elevato valore
Per contrastarne la dispersione venne inviato a Taranto Luigi Viola che iniziò a supervisionare i lavori che interessavano la città per la costruzione del Borgo Umbertino, dell’Arsenale e di altre zone limitrofe.
Le scoperte furono numerose e per conservare i reperti fu scelto il convento degli Alcantarini.
Nel 1887 venne decretata la nascita del Museo Nazionale di Taranto
MarTa: cosa non perdere?
Il Museo raccoglie le testimonianze della storia di Taranto, dalla sua fondazione fino all’Alto Medioevo.
Sono chiaramente i reperti di età greca e romana a farla da padroni.
I famosi Ori di Taranto raccontano alla perfezione la bravura raggiunta dai maestri orafi tarantini, capaci di cesellare piccoli gioielli ricchi di particolari e di bellezza.
I gioielli sono stati rinvenuti nelle necropoli, a ricordare la vita quotidiana o le occasioni speciali dei defunti.
Caratteristica tarantina è l’orecchino a navicella e nel Museo è conservato un esemplare di grandi dimensioni decorato con la tecnica della filigrana, della granulazione e con l’uso di fili godronati e lisci.
Da vedere è, senza dubbio, quello che è diventato il volto del Museo, la testa femminile in terracotta del IV sec. a.C. che stupisce per la bellezza dei tratti.
Alla fine del II secolo d.C. risale il Mosaico pavimentale che raffigura Satiro e Ninfa che faceva parte di una ricca domus.
Colpisce, di questo mosaico, la capacità di ritrarre una scena di movimento senza far perdere nulla alla mobilità dell’attimo che racconta.
All’epoca romana risalgono i ritratti di alcuni esponenti della famiglia Giulio Claudia, tra i quali spicca quello di Augusto, rappresentato con il capo coperto e il volto austero, tipico dell’iconografia augustea.
Vuoi visitare il MarTa? Chiedi informazioni al nostro staff e organizzerà la tua visita.
Prenota la tua vacanza a Villa de Lua.


